L’INTERVISTA. LE FAKE SECONDO PAPA’

Mio padre si chiama Filippo, ha 59 anni, è laureato in Scienze Politiche, lavora da più di trent’anni nella sanità pubblica e da venti riveste un ruolo dirigenziale. Ama leggere e dipingere ma soprattutto, cosa che più conta nello specifico non è un fanatico delle tecnologie informatiche e dei social. Tranquilli non era un identikit casuale quello su mio padre, ne un tentativo di esaltarne doti e difetti, il tutto rientra nell’ambito del percorso di analisi e approfondimento che stiamo portando avanti su vari temi di carattere sociale attraverso il nostro blog e i corsi di giornalismo che frequentiamo da qualche anno. Tema preso in analisi in quest’ultima occasione era quello delle fake news e proprio su questo, volendo cimentarmi in un’intervista, mi sono detta, perché no, sentiamo il parere di papà su questa questione….

Papà secondo te tutto ciò che viene pubblicato sui giornali o sul web può essere considerato attendibile?

Dipende da diversi fattori. Intanto bisognerebbe avere la possibilità di leggere o ascoltare diverse fonti sul medesimo argomento. Se ci si ferma alla prima opinione di qualcuno, anche se espressa in una forma apparentemente seria e qualificata, e la si fa propria trasmettendo l’informazione ad altri, si rischia di farsi complici senza volerlo di coloro che mettono in giro una opinione o una notizia solo per interessi economici o personali.

Come ci si può difendere dalle bufale che girano continuamente sui social?

La cosa più importante è non far girare una notizia solo per avere più “like”. Di tecnologia non ne so quanto voi, ma ho abbastanza esperienza di vita da immaginare come spesso si inoltri un messaggio, una foto o un video senza averne compreso bene la provenienza e l’intenzione di chi li ha messi in rete. Inoltre non ci si rende conto che condividere qualcosa passivamente, senza comprendere la vera intenzione dell’autore iniziale o solo per il gusto di far vedere qualcosa che sembra divertente, può esporci a conseguenze anche di natura penale.

Ai tuoi tempi c’erano le fake news?

Le bufale sono sempre esistite, sono cambiati in parte gli strumenti con i quali vengono diffuse. Io amo la fantascienza e la bufala che mi ha sempre divertito è quella che il grande regista e attore Orson Welles ideò e mise in atto alla radio la vigilia di Halloween del 1938, raccontando in diretta lo sbarco dei marziani sulla Terra. Furono in molti a credere che ciò che stavano ascoltando stesse realmente accadendo.

Tu hai mai inventato una fake new?

Mai. Neanche ai miei tempi, come ami definirli tu. Non ho Facebook ne Twitter e utilizzo Whatsapp solo per lavoro

Grazie papà, a breve sarai on lineeeee sul nostro blogggg !!!!

Di Giorgia Carrozza II A Liceo

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