“PANDEMIE E PARADOSSI”. COL VOLUME DEL DOTT. CASERTA, TORNA L’APPUNTAMENTO CON “UN TE’ COL DOCENTE”

Torna oggi alle 15:00 l’appuntamento con “Un Tè col docente” spazio di interazione, dialogo e confronto dedicato agli insegnanti, che ormai da oltre un anno caratterizza una parte della variegata offerta culturale del nostro Istituto. Nella vision della dirigenza dell’Istituto e nell’ambito del percorso di promozione della lettura, l’idea prende le mosse dall’esigenza di creare un momento di riflessione e confronto interamente dedicato ai docenti. Un appuntamento, un volume e tante tematiche variegate, da quelle legate alla professione del docente, ad altre di carattere sociale vertenti su temi di stretta attualità, dalle quali far prendere vita ad un dialogo interattivo fatto di commenti, impressioni e riflessioni. Un format semplice ma di sicuro impatto quello individuato da chi ha inteso dare la stura ad un’iniziativa certamente senza uguali nel panorama scolastico della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Ospite per questo appuntamento conclusivo che speriamo segni la fine della modalità a distanza in vista della ripresa di settembre, sarà il Dott. Lino Caserta autore del volume “Pandemie e paradossi”. Il lavoro del Dott. Caserta, tra i fondatori dell’Associazione Calabrese di Epatologia e della Fondazione per la Medicina Solidale ci avvicina ad una realtà spesso misconosciuta come quella della medicina solidale, offrendo diversi spunti di riflessione su un’idea di comunità e su quella di un mondo più giusto e accessibile a tutti.  “La de-colonizzazione dell’immaginario dal dominio tecno-scientifico generatore di pandemie è destinata alla sterilità se l’impegno culturale e politico non verrà rideterminato considerando la dimensione sistemica del reale. L’interdipendenza e la complessità dei fenomeni obbliga a riconoscere, in una prospettiva di mutamento dei rapporti, la necessità di interventi coordinati su diversi livelli. Il risultato finale di queste azioni può esprimere un’organizzazione in cui l’ordine e le gerarchie dei valori precedenti possono risultare profondamente modificati. L’approccio civico appare – secondo l’autore – il migliore interprete di questo tipo di impegno con la sua tensione a mantenere un giusto equilibrio tra le legittime esigenze economiche, i bisogni delle comunità, la salvaguardia dei beni comuni, gli effetti sociali e sul contesto ambientale. Il recupero della dimensione sistemica non costituisce solo una soluzione metodologica alla gestione della complessità ma può diventare ispiratore di pratiche politiche di rovesciamento dell’esistente.  La Medicina Solidale e Integrale della Comunità ACE è stata spesso descritta con termini quali miracolo, sogno o utopia. Si tratta di scelte linguistiche che rimandano al mondo dell’impossibile ma ciò che si intende rappresentare non appartiene al dominio della fantasia. Piuttosto, l’immaginazione è stata necessaria per determinare una diversa combinazione di regole così da dare concreta realizzazione a un altro ordine. La Medicina Solidale e Integrale è un luogo reale che ha la forza di sospendere, neutralizzare o invertire l’insieme dei rapporti che regolano l’attuale sistema pandemico delle disuguaglianze e della povertà diffusa. Non è un consolatorio prodotto della fantasia destinato a naufragare sugli scogli di un’impossibile terra promessa ma un vascello che naviga sicuro dell’approdo in luoghi da colonizzare. È speranza che si fa realtà. È il luogo della felicità di tutti, nessuno escluso. “In attesa di tornare in presenza – spiega il dirigente Carmen Lucisano – già da settembre non solo per quel che concerne la regolare didattica ma anche relativamente alle tante iniziative parallele ed extracurriculari realizzate nel nostro Istituto, ci regaliamo un altro momento di dialogo e confronto su temi importanti. Nel farlo abbiamo inteso, in via simbolica, in occasione di quest’ultimo appuntamento prima della chiusura estiva, allargare la platea dei partecipanti, coinvolgendo anche docenti esterni all’Euclide. La scelta — conclude la Lucisano – non è certo casuale e mira a testimoniare quella che è la nostra idea di istituzione scolastica plurale e aperta al territorio, una scuola intesa nella sua accezione più ampia, che si faccia strumento di confronto e arricchimento culturale non solo per i ragazzi ma per tutte le sue componenti”.

La redazione

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